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Il Dr. Marco Lombardo è da anni impegnato allo sviluppo della tecnologia dell'Ottica Adattiva per la diagnosi precoce delle malattie della retina. Oggi ricopre il ruolo di Responsabile Scientifico del primo e unico studio in Italia per l'applicazione clinica di un prototipo di Oftalmoscopia ad Ottica Adattiva su pazienti affetti da malattie della retina. La ricerca è condotta presso l'IRCCS Fondazione G.B. Bietti di Roma.
Storia dell'Ottica Adattiva
L’Ottica Adattiva (OA) è una tecnica che è stata sviluppata in astronomia per ridurre lo sfuocamento delle immagini dei telescopi terrestri causate dalle turbolenze atmosferiche e migliorare la qualità delle immagini delle stelle e dei pianeti. Lo sviluppo tecnologico e l’estensione dell'OA verso altre applicazioni, tra cui l’Oftalmolosgia, è abbastanza recente. il primo prototipo di oftalmoscopia ad Ottica Adattiva è stato progettato nei laboratori di Ottica della Visione presso l’Università di Rochester (USA) nel 1996. Le immagini del fondo oculari fornite da questo primo strumento hanno dimostrato le potenzialità di questa nuova tecnologia nel fornire immagini della retina ad altissima risoluzione: è stato, infatti, possibile osservare il mosaico fotorecettoriale foveale in vivo, con la chiara distinzione delle singole cellule retiniche.

Immagine all'Ottica Adattiva del mosaico fotorecettoriale retinico parafoveale: è possibile distinguere le singole cellule (diametro fino a 2 micrometri) retiniche. Grazie all'Ottica Adattiva sarà presto possibile approfondire ulteriormente le nostre consocenze sul funzionamento della retina e sulla loro degenerazione in corso di patologie..
Benefici derivanti dalla correzione delle aberrazioni ottiche di alto ordine
Le aberrazioni ottiche rappresentano la causa principale di annebbiamento visivo nell’occhio umano. L'Ottica Adattiva è in grado di correggere tutte le aberrzioni ottiche oculari. Le aberrazioni ottiche oculari impongono un limite all’imaging retinico. Migliorare la qualità ottica del sistema oculare consente un notevole incremento della risoluzione delle immagini della retina.
La correzione delle aberrazioni ottiche oculari con i sistemi di OA ha già dimostrato un netto miglioramento delle qualità delle immagini della retina rispetto alle attuali tecniche di imaging (FAG, ICG, OCT, ecografia). La tecnologia di OA, dunque, sarà non solo in grado di fornire conoscenze significative dell’anatomia e della fisiologia della retina umana vivente ma, soprattutto, potrà introdurre nella pratica clinica un potente strumento per la diagnosi precoce ed il trattamento accurato di numerose patologie retiniche, nello specifico delle malattie dell’area maculare. Milioni di persone in tutto il mondo potranno trarre beneficio dall’introduzione della tecnologia di OA proposta nell’ambito clinico quotidiano.

In alto un'immagine del fondo oculare acquisita con l'oftalmoscopia a scansione laser. Nella regione maculare è sovraimposta l'immagine acquisista con l'oftalmoscopia ad Ottica Adattiva. In basso un dettaglio dello strato dei fotorecettori della macula.
La possibilità di acquisire in tempo reale immaggini della retina ad una risoluzione mai raggiunta prima rendono l’OA di sicuro impatto nel mondo della clinica oftalmologica.
La tecnologia delle OA apre un’ampia ed interessante gamma di possibilità diagnostiche e terapeutiche per le malattie della retina. Gli attuali sistemi di visualizzazione della retina, quali angiografia, tomografia o ecografia, utilizzano le superfici ottiche oculari come lenti oggettive. Così come abbiamo esposto in precedenza, le aberrazioni ottiche riducono grandemente la risoluzione delle immagini retiniche acquisibili con l’attuale tecnologia, basata sulle comuni ottiche. La massima risoluzione laterale degli strumenti di imaging retinico è intorno ai 25 μm, laddove abbiamo accennato che la distanza media tra i fotorecettori in sede foveale è di 2 μm.
La diagnosi precoce ed il trattamento dei disturbi retinici sono stati ostacolati dall’impossibilità di visualizzare le strutture microscopiche nell’occhio umano vivente. In molti casi, la patologia retinica è rilevata solo dopo la comparsa di danni retinici significativi ed irreversibili. La diagnosi precoce e l’appropriato trattamento sono fondamentali per il mantenimento della visione; ciò comporta la necessità di sviluppare strumenti sensibili a cambiamenti specifici, come la perdita di fotorecettori. L’aumento di contrasto ed il potere di risoluzione offerti dalle OA sono in grado di raggiungere questo scopo.
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