L’innovazione salva vista

Una rivoluzione nella cura della vista. Con Chromo4Vis due fratelli, Marco e Giuseppe Lombardo, rispettivamente medico chirurgo oculista e ingegnere e ricercatore, hanno realizzato il primo dispositivo medico di teranostica (che unisce terapia e diagnostica) al mondo in oftalmologia. L’obiettivo di questo strumento, il cui brevetto è già stato depositato sia in Italia che a livello internazionale, è combattere il cheratocono, la prima causa di trapianto corneale negli under 40. Il progetto avrà ricadute sociali ed economiche importanti, e un notevole risparmio per il sistema sanitario nazionale. Il valore di questa scoperta è stato ulteriormente sancito dalla recente vittoria in due categorie della sesta edizione del Premio Gaetano Marzotto per startup innovative con la loro Vision Engineering Italy: Premio Corporate Fast Track-Z Cube e Premio Speciale IngDan Far East Development.

Il cheratocono è una patologia degenerativa della cornea, caratterizzata dall’indebolimento e dall’assottigliamento del tessuto corneale che porta alla distorsione e allo sfiancamento della cornea. «In passato era considerata una malattia rara – ci spiega Marco Lombardo – Ma da due anni l’Organizzazione mondiale della sanità l’ha tolta da questa categoria perché se ne è scoperta un’incidenza più alta: solo in Italia colpisce 100.000 giovani». Le cause non sono ancora ben chiare, anche se dipende da fattori genetici, allergici e ambientali, infatti l’incidenza cresce più ci si sposta verso sud, con l’aumentare della concentrazione di raggi Uva.

Il dottor Lombardo è un pioniere in questo campo, eseguendo dal 2007 il cross linking, l’unica procedura in grado di evitare il trapianto. Ma questo non gli bastava: «Volevo fare di più per i mie pazienti». Così, con il fratello Giuseppe, unendo competenze, esperienza e passione, ha realizzato il Chromo4Vis: uno strumento che assiste il chirurgo nel personalizzare il trattamento di cross linking al fine di essere efficace nel 100% dei casi, a prescindere dal protocollo di intervento. Il dispositivo è dotato di un algoritmo di intelligenza artificiale che auto-apprende diventando sempre più preciso e accurato nel tempo, minimizzando il rischio di errore umano, e condividendo i risultati in cloud, a beneficio di tutti i medici e quindi dei loro pazienti.

fonte: http://milano.netweek.it/notizie/sanita-salute