Malattie della Retina

Diagnostica e cura delle malattie della retina

La retina è il tessuto neurologico dell’occhio ed è la sede della formazione della vista. Ogni patologia che interessi la retina può esitare in una grave perdita della vista. La retinopatia diabetica è, ad esempio, la prima causa di cecità legale in Italia; la retinopatia pigmentosa (un gruppo di distrofie retiniche ereditarie) è un’importante causa di ipovisione nei giovani. Il distacco di retina è una delle emergenze oculistiche.

Il Dr. Marco Lombardo ed il suo staff offrono consulenza nella diagnostica e nel trattamento delle malattie della retina. Presso il nostro Centro vengono eseguiti i principali esami per un corretto inquadramento diagnostico del paziente e la scelta della terapia più appropriata.

Retinopatia Diabetica

Il diabete mellito consiste in un’anomalia del metabolismo del glucosio nel sangue, dovuto ad un’alterata produzione o attività dell’insulina, che si manifesta agli esami ematochimici con un’elevata glicemia (valori superiori a 140 mg/dl). Il diabete è la prima causa di cecità legale in Italia. Controllare la glicemia e sottoporsi a visite specialistiche periodiche è la migliore cura per prevenire le complicanze gravi della retinopatia diabetica.

La retinopatia diabetica è oggi la più importante causa di cecità nei paesi occidentali. Dopo 20 anni di diabete, quasi tutti i pazienti presentano qualche segno di retinopatia diabetica. Gli stadi tardivi della retinopatia diabetica si accompagnano alle più gravi complicanze della malattia, quali il distacco di retina secondario ed il glaucoma neovascolare, condizioni entrambe che possono portare alla cecità. La prevalenza della retinopatia diabetica nella popolazione generale è drammaticamente aumentata negli ultimi 40 anni: paradossalmente questo fenomeno è avvenuto per le migliori cure a cui sono sottoposti i pazienti diabetici, che permettono loro di vivere più a lungo.

Diagnosi e terapia della retinopatia diabetica

Edema maculare diabeticoNegli stadi iniziali la retinopatia diabetica è di solito asintomatica. Se la malattia retinica peggiora, l’acuità visiva può essere compromessa dall’edema maculare o da episodi di emorragia vitreale. Queste complicanze possono menomare gravemente la vita sociale del paziente, e richiedono un pronto intervento dell’oculista curante che dovrà provvedere al miglior intervento per il paziente.

Un’approfondita visita specialistica, l’OCT retinico ed, eventualmente, l’angiografia a fluorescenza (FAG) sono gli strumenti diagnostici più appropriati per l’esatta valutazione della retinopatia diabetica e per le indicazioni al trattamento laser o chirurgico.

Il trattamento laser focale dell’edema maculare diabetico consiste in un trattamento laser diretto fluorangiografia-guidato, in un trattamento laser a griglia o nella combinazione di entrambi. Il trattamento laser focale, rivolto al trattamento dell’edema diabetico, può consentire anche un miglioramento dell’acuità visiva. Quando la retinopatia si avvicina allo stadio ad alto rischio di retinopatia proliferante è di importanza cruciale prendere in considerazione il trattamento laser con fotocoagulazione panretinica. Lo scopo della terapia laser panretinica è di ridurre il rischio di complicanze gravi della Retinopatia Diabetica, come l’emovitreo (emorragia del vitreo) ed il distacco di retina.

Il Distacco di Retina

Il distacco di retina consiste nella separazione della retina dall’epitelio pigmentato retinico. Quando la retina si distacca dalla parete interna dell’occhio vi è una perdita delle capacità visive, tanto più grave quanto più centrale è il distacco. Esistono 3 tipi di distacco di retina: il distacco regmatogeno, il distacco trazionale ed il distacco essudativo.

Distacco di retina regmatogeno

E’ il tipo di distacco di retina più frequente, ed è causato da una o più rotture della retina. I sintomi premonitori, non sempre però avvertibili, sono la visione di flash luminosi e di corpi mobili; a questi si aggiunge una visione di “tenda scura calata” quando c’è il distacco di retina conclamato.

La prevenzione del distacco di retina è importantissima, soprattutto negli occhi miopi, che sono più soggetti a questa patologia. La prevenzione si basa su visite periodiche, soprattutto in presenza di sintomi, anche minimi; l’esame del fondo dell’occhio può rilevare la presenza di rotture o aree di debolezza del tessuto retinico, che talora richiedono un trattamento laser.

Distacco di retina trazionale

Nel distacco di retina trazionale sono presenti membrane fibrose o fibrovascolari nel vitreo che esercitano una trazione sulla retina distaccandola. La causa più comune è la retinopatia diabetica proliferante. Un’altra causa del distacco trazionale è la proliferazione vitreo-retinica che può complicare un precedente intervento di distacco regmatogeno.

La terapia del distacco trazionale è sempre chirurgica; si esegue una vitrectomia e il “peeling” (l’asportazione) delle membrane neoformate, seguite dal tamponamento interno con gas e quindi olio di silicone. In caso di retinopatia diabetica proliferante si dovrà poi eseguire un trattamento laser diffuso delle aree ischemiche per prevenire recidive della malattia.

Distacco di retina essudativo

Nel distacco di retina essudativo, non esistendo una rottura, il fluido crea una sorta di raccolta di liquido più o meno estesa. Le cause possono essere varie ed includono i tumori intraoculari (es. melanoma della coroide, metastasi), malattie infiammatorie (corioretiniti), anomalie congenite (es. nanoftalmo, malattia di Coats) o malattie degenerative della macula. In tali casi, per una accurata diagnosi, si impone, oltre ad un attento esame oculistico, anche una ecografia oculare ed una fluorangiografia retinica.

Chirurgia del distacco di retina

Il trattamento del distacco di retina, qualsiasi ne sia la causa, è chirurgico. Esistono varie procedure, tra le quali il cerchiaggio sclerale, la vitrectomia e la retinopessia con gas, ognuna delle quali ha una precisa indicazione. ll cerchiaggio sclerale è ancora oggi la terapia chirurgica più utilizzata in caso di distacco regmatogeno. La vitrectomia nel distacco regmatogeno viene effettuata soprattutto se sono presenti trazioni vitreali; di converso, rappresenta oramai la prima scelta chirurgica in caso di distacco trazionale o emorragie intravitreali. La retinopessia con gas è sempre meno indicata e si effettua talvolta per rotture singole localizzate nei settori retinici superiori.

Retinopatia pigmentosa

Il termine retinopatia pigmentosa racchiude un ampio gruppo di degenerazioni retiniche ereditarie (di tipo genetico) in cui sono colpiti i fotorecettori retinici e l’epitelio pigmentato retinico.

Esistono varie classificazioni della malattia; ad oggi, la più frequentemente impiegata in ambito clinico è basata sulla popolazione retinica primariamente coinvolta dalla degenerazione, da cui nascono i termini, di Rod-cone dystrophy e Cone-rod dystrophy. Una solida base clinica a questa classificazione è fornita dagli esami elettrofisiologici (ERG).

La maggior parte dei pazienti non presenta alcuna familiarità apparente di retinopatia pigmentosa. L’età d’insorgenza dei sintomi è varia e, molto spesso, associata al tipo di trasmissione genetica.

Diagnosi di retinopatia pigmentosa

La retinopatia pigmentosa è fra le principali cause di invalidità visiva nell’età giovane-adulta nel mondo occidentale.

Nelle forme tipiche di retinopatia pigmentosa (Rod-cone dystrophy), il sintomo iniziale è l’emeralopia, ossia la riduzione della funzione visiva in ambienti scarsamente illuminati. L’acuità visiva è abitualmente conservata fino agli stadi più avanzati della malattia. La gravità della perdita della vista non è correlata con l’età di insorgenza dei sintomi né al sottotipo genetico.

Più drammatica è la condizione dei pazienti affetti da Cone-rod dystrophy, in cui la riduzione della vista è spesso il primo sintomo. A questo si aggiunge il precoce disturbo della visione dei colori. Molti pazienti manifestano un sintomo chiamato fotoavversione, che non consente loro di vedere bene in ambienti illuminati.

La diagnosi di retinopatia pigmentosa è stabilita quando sono presenti le seguenti condizioni:

  1. coinvolgimento bilaterale;
  2. perdita della visione periferica;
  3. disfunzione dei fotorecettori evidenziata agli esami elettrofisiologici (ERG);
  4. progressiva perdita della funzione dei fotorecettori.

Una volta eseguito un rigoroso esame oftalmologico è necessario introdurre il paziente ad una serie di esami strumentali che consentano di definire lo stato dei fotorecettori e della funzione visiva: ERG, campo visivo, test dei colori (test di Farnsworth-Munsell), tomografia a coerenza ottica (OCT).

Terapia della retinopatia pigmentosa

Retinopatia PigmentosaNon esistono attualmente terapie in grado di rigenerare le aree retiniche atrofiche né tali da indurre un arresto nella progressione della degenerazione stessa.

I pazienti, oggi, possono trarre giovamento dall’impiego di ausili ottici: lenti polarizzate, sistemi telescopici, gruppi ottici grandangolari (per ampliare il campo visivo). L’integrazione con vitamina A, cianosidi, oligoelementi, acidi grassi omega-3, luteina, curcumina etc. può migliorare le condizioni metaboliche delle aree retiniche degenerate ma non vi sono evidenze che il loro uso possa arrestare la progressione della malattia.

La terapia genica, il trapianto di cellule retiniche e l’impianto di protesi retiniche rappresentano il prossimo golden standard per la cura della retinopatia pigmentosa.

 

 

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