Retina Artificiale

Bionic eyeL’impianto retinico o retina artificiale ha lo scopo di “rimpiazzare” i fotorecettori retinici malati e ripristinare la vista. Schematicamente un impianto retinico consiste di una griglia di micro-elettrodi (fotorecettori artificiali) che vengono attivati dalla stimolazione luminosa e danno vita ad un segnale luminoso che percorre la fisiologica via ottica fino alla corteccia visiva. In pratica, la griglia di microelettrodi sostituisce le cellule fotorecettoriali danneggiate.

Patologie retiniche, come la degenerazione maculare o le retinopatia pigmentosa, colpiscono le cellule fotorecettoriali riducendo drasticamente la capacità visiva della persona.

Artificial Retina ProgressDai primi impianti retinici, eseguiti nel 2002, con appena una decina di elettrodi (protesi retinica Argus I), si sta osservando una crescita esponenziale nell’assemblaggio di protesi retiniche con sempre più numerosi fotorecettori artificiali. Entro il 2020 le protesi retiniche saranno in grado di ristabilire una certa capacità visiva nel paziente con gravo danno alla vista. Ad oggi gli impianti retinici sono impiantati solo all’interno di rigidi protocolli sperimentali. Sono in scorso numerosi progetti in tutto il mondo per la sperimentazione di protesi visive. In alcuni di essi si è già arrivati a innestare le protesi negli occhi di pazienti affetti da retinopatia pigmentosa per un periodo di tempo prolungato (Argus I).

Primi successi terapeutici della retina artificiale

Nel 2002, il primo impianto retinico con 16-elettrodi, ha reso possibile a 6 persone cieche, a causa della retinopatia pigmentosa, di poter vedere la luce e percepire il movimento. Nel prossimo futuro, l’incremento del numero di elettrodi per impianto potrà sicuramente essere benefico per migliaia di persone inabili a causa della vista. Attualmente sono in fase di studio sull’uomo protesi retiniche con 60 elettrodi: lo studio è interamente condotto in Europa.