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Vision Engineering Italy è Impresa Innovativa

Grazie alle attività di ricerca e sviluppo alla produzione di prodotti inventivi per il trattamento di patologie della cornea e della retina, Vision Engineering Italy è stata riconosciuta Impresa Innovativa in accordo all’art. 4 della Legge 24 Marzo 2015 n. 33 (conversione del Decreto Legge 3/2015 “Investment Compact”), ed è ora iscritta nella apposita sezione speciale del Registro Imprese delle “PMI Innovative”. Il riconoscimento deriva dall’opera svolta, nei primi due anni dalla fondazione della società, nel settore di ricerca e sviluppo sperimentale nel campo delle biotecnologie promuovendo nuovi paradigmi di cura delle patologie oculari invalidanti, come il cheratocono.

In questi settori, la società ha svolto attività di ricerca e sviluppo volte alla produzione di prodotti inventivi per il trattamento di patologie della cornea sia in ambito veterinario che umano. I prodotti inventivi trovano ad esempio applicazione nel risolvere le problematiche attuali del trattamento di cross linking per la cura del cheratocono. Il cheratocono è la principale causa di trapianto della cornea nei giovani nel mondo occidentale; il trattamento di cross linking mira ad arrestare la progressione degenerativa del cheratocono e, quindi, ad evitare il trapianto di cornea.

Vision Engineering Italy svolge attività di ricerca e sviluppo nell’intento di validare in ambito sperimentale e pre-clinico un nuovo dispositivo per la prevenzione della progressione della degenerazione maculare legata all’età (AMD). La degenerazione maculare è la principale causa di ipovisione e cecità nella popolazione senile nel mondo. Il trattamento mira a rallentare o arrestare la progressione della degenerazione retinica, preservando così la visione.

Per essere definite come “innovativa” una Piccola Media Impresa (PMI) deve avere i seguenti requisiti:

1) Sede operativa principale in Italia.

2) non quotata in Borsa.

3) Bilancio certificato al registro delle Imprese.

4) Possedere almeno due su tre delle seguenti caratteristiche:

a) spese in ricerca e sviluppo pari o superiori al 3% del maggiore importo tra costo del lavoro e valore totale della produzione (da cui vanno escluse le spese per immobili);

b) almeno un quinto dei dipendenti o collaboratori altamente qualificato;

c) almeno un brevetto o marchio relativi ai campi industriale o biotecnologico afferenti all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

5) avere meno di 250 dipendenti e fatturato annuo inferiore a 50 milioni e attivo dello stato patrimoniale inferiore a 43 milioni.

6) Non essere iscritta alla sezione speciale registro imprese per startup innovative e incubatori certificati.

Una realtà che soddisfi questi requisiti, come Vision Engineering Italy srl, può iscriversi a un’apposita sezione speciale del Registro delle Imprese (diversa dalla sezione speciale delle startup). A Marzo 2016 meno dell’1% delle Imprese Italiane è Innovativa. Alle PMI innovative è attribuita gran parte delle agevolazioni finora riservate alle startup innovative ai sensi del DL 179/2012 (“Decreto Crescita 2.0”), convertito con Legge 221/2012, tra cui: valore totale della produzione (da cui vanno escluse le spese per immobili); all’oggetto sociale e all’attività d’impresa.

1) Piani di incentivazione in equity: la PMI innovativa potrà remunerare i propri collaboratori con stock option, e i fornitori di servizi esterni – come ad esempio gli avvocati e i commercialisti – attraverso schemi di work for equity.

2) Raccogliere capitali su portali online di “equity crowdfunding”. Le iniziative potranno essere sottoscritte sia da persone fisiche (per un massimo di 500 euro a investimento) sia da persone giuridiche (con il limite di 5 mila euro a investimento). Così come per le startup, il completamento della raccolta può avvenire soltanto se il 5% dell’importo richiesto è finanziato da un investitore istituzionale.

3) L’estensione a chi investe nelle PMI innovative delle agevolazioni fiscali previste per chi investe in startup innovative. In questo caso però possono godere di questo beneficio solo le aziende che sono in attività da meno di sette anni. Nello specifico, le persone fisiche che scelgono di investire su PMI innovative godono di uno sgravio fiscale del 19% (fino a un massimo di 500 mila euro), mentre le persone giuridiche godono di uno sgravio del 20% (fino a un limite massimo di 1,8 milioni di euro).